Morkebla

Questa mattina il mio “elenco lettura” dice che tocca a Morkebla. Cuffie in testa ed eseguo gli ordini.

Dopo “Bodies Sinking in Water” e “See Through Beings” capisco di essere davanti ad un’ altro “malato mentale” e questo mi piace.

Non fraintendetemi, è un modo simpatico e forse un po’ rozzo che definisce un genere di artista che apprezzo molto, con contenuti da esprimere, voglia di non essere banale e con un occhio rivolto all’ interno di sè.

Musica sperimentale con synths sporchi e profondi riverberi.

Dopo aver ascoltato “Moolooite”, tra le mie preferite, se avessi bisogno di una soundtrack per un ipotetico film alla “Interstellar” saprei a chi chiedere.

Ascoltando “Reel Abyss”, che tradotto dovrebbe indicare un “mulinello”, mi incuriosisce il richiamo a profondità marine, il secondo dopo il già citato “Bodies Sinking in Water”.

Parlo di questo perché sono convinto che sonorità di questo genere, dove l’ uso di un filtro passa basso che crea ambienti offuscati, percepiti come lontani e sconosciuti, riporti a memorie inconsce, probabilmente nate durante la vita fetale.

E’ curioso quindi pensare, forse anche erroneamente, come possano influire queste memorie sulla creatività di ognuno di noi.

“Meet Me In A Decompression Chamber” è l’ album che potete trovare qui su Bandcamp.

Ultimo appunto: adorabile la possibilità di acquistare la versione “tape”.

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