Dal Delirio Mestruale Maschile Al Parto Di Arca

Eccoci qui.

Tornato da lavoro, acceso il camino, aperto una bottiglia di bianco, precisamente “Sudtirol Silvaner 2012”. Prima golata già fatta.

Attorno a me due candele che aggiungono atmosfera alle luci al led di Natale (si lo so siamo a Marzo e allora?) e dietro al computer il mio inseparabile, fido amico Bose connesso al Mac.

Qualche giorno fa sono stato ad Aosta e dei ragazzi hanno messo su un po’ di vinili. Tra questi uno sembrava innamorato di Bonobo. Bonobo.. Si Bonobo ha suonato l’ anno scorso al “ClubToClub” ricordi? Si, tra l’ altro era tra le sonorità che preferivo: tranquillo, sperimentale, lontano dall’essere noioso.

Questa sera la mia art director, musa ispiratrice, nonché compagna di vita non c’è e allora ne approfitto per dedicare tutta la serata a scrivere parole alcoliche ispirate da un attento ascolto.

Un’altra golata e si comincia con Bonobo

Flashlight..

beh, dopo un inizio leggermente deludente, si apre subito con sonorità leggiadre e costruzioni inaspettate. Tipico delle menti anti-mainstream. Il chitarrino ci stà bene e rende tutto un po’ più funky, anche se quel synth rotondo ti radica nell’ onirico, nel vagabondare interiore. Un basso distorto apre la seconda parte. Ci piace. Non meraviglia ma ci piace. Non so, mi da la sensazione che non sia in grado di tirarti a fondo. Mi fà paura dirlo ma questo è l’effetto che mi fà.

Un’ altra golata e attendo altre vibrazioni…nel frattempo volevo chiarire che molte, durante una valutazione, succede di sottovalutare un pezzo perché mi da nomi di questo calibro ci si aspetta sempre molto. Così per dire.. Comunque per carità, nel totale un gran pezzo.

Siamo a “Pelican”…

mmm..mi vien voglia di andare avanti.. aspettiamo…altra golata…

No ho cambiato. Ora siamo a “Return to Air”..

 

Sento leggere e remote voci femminili..mi piace..Ok ci siamo..C’è da dire che sono estremamente sensibile all’uso denso del “sidechain” su cassa, quindi il pezzo mi interessa. In più queste scheggettine di suoni sintetici improvvisi, furtivi, mi lasciano sempre meravigliato.

Direi che è il pezzo che preferisco. Si si.. siamo alle voci femminili reverse, riverberate, poi un basso molto denso alle medie frequenze, seghettato stile ducati 250cc. Ok sto delirando dai.. la pianto li.

In sintesi, caro il mio vecchio amico scimmiottino, ci piaci, eccome se ci piaci!

Anche “Don’t Wait” dell’album “The North Borders Tour” non è affatto male. Cos’è una deepHouse? Se proprio non vogliamo toglierci quest’ abitudine di catalogare.. Bella dai, un bel groove, mi fa venir voglia di ballare, mi fa muovere. E dire che solitamente l’house mi fà cagare.. questa è la dimostrazione che se metti arte in quello che fai e per arte intendo “tue espressioni”, senza aver paura di piacere o no, può venire fuori qualcosa di buono, anche se fai un genere di merda (no dai è una provocazione, credo sia chiaro ormai che sono aperto veramente a tutto).

Scusate ma “Antenna”, sempre dello stesso album non è un pezzone?

 

Sonagli, flauti, melodia like Giappo.. Scimmiottino ma quante ne sai? Bravo.

Non voglio dilungarmi per non annoiare, sperando di non averlo già fatto. Vi dico solo che valuto quest’ultimo album un lavoro apprezzabilissimo. Non un capolavoro, ma molto molto bello. Con stile. Cura del dettaglio. Non prevedibile. Sono questi i personaggi a cui dovete affidare le vostre orecchie. Saluto Bonobo terminando l’ascolto di “Pieces Ft.Cornelia”

 

Aggiungo un bell’ applauso. Euri spesi molto bene. Evvai.

Riempiamo il bicchiere, aspiriamo un würstel di pollo e torniamo all’ascolto. Questa volta FKA Twigs, anche se ne abbiamo già parlato ma in modo estremamente superficiale.

Ok ci siamo. Golata e si parte dall’ EP1, “Weak Spot”.

 

Per poco non mi spacca il “Bose” in partenza. Sussurra con la sua fantastica voce qualcosa di incomprensibile alle mie orecchie non esageratamente British, però devo dire che il pezzo è costruito molto bene, con grande finezza progressiva (ma che cazzo vuol dire?). Non lo so.

Comunque mi piace, la sua voce è ok, profonda e delicata. Accompagnata da questo synth bass brutale, mi riporta a sensazioni postapocalittiche che mi piacciono tanto.

Parte “Ache”.

 

E’ indubbio che lei abbia una voce meravigliosa e che abbia creato melodie altrettanto meravigliose. A questo punto mi chiedo quanto possa essere possibile che una ragazza classe ’88 possa fare tutto sola o quasi.. mmmm. Comunque non ci interessa. Mi fido di lei. Mi piace. E’ un’artista a tutto tondo: una ballerina, una cantante, una performer, una transformer…no una transformer no.

Ok questa “Ache” ci piace, brava la mia piccola filoJamaicana, si vede che l’erba ti ha aperto la mente. Ti ha reso creativa.

Ho fatto uno zapping audio e devo dire che la sua voce mi distrae, non riesco a sentire altro che lei. Non sono in grado di valutare la produzione al di fuori delle sue corde vocali. Mi rendo comunque conto che chi gli sta dietro, oltre ad essere fortunato è un’altro artista con i controEcc.

Dai passiamo a Pendulum e osserviamola bene. Aspetta… “Papi Pacify”..

 

Sono ipnotizzato.. E’ un pezzo di quelli che chiamo “less is more”. Lo percepisco 3D e vi assicuro che non è il vino, ormai mi conosco.

Allora, concludiamo con una semplicissima considerazione. Una BELla voce + un produttore STILOSO = un BEL pezzo STILOSO. Dai, sto pezzo è meglio di “Pendulum”. Delirante ma allo stesso tempo regolarissimo . Complimenti.. bravi anche voi.

Ora siamo a “Pendulum”.

 

Si lo so ho appena detto che “Dai, sto pezzo è meglio di “Pendulum””. Ci stà una rivalutazione dai..

Ok ho rivalutato. Meraviglia delle meraviglie. Però ragazzi chi è che cura la produzione?…

Continua l’ascolto, ma altro sorso e googlata per capire chi sta dietro a tutto ciò…

Ok, ho trovato. Almeno, spero di aver capito bene ma mi riservo il beneficio del dubbio, anche se credo sia esattamente così, sempre di più continuando l’ascolto di quest’ album ipnotizzante. Cazzo toglietemi ‘sta bottiglia, non riesco a capire se in “Closer”

 

ci sono i Chipmunks che cantano in chiesa o sto avendo delle allucinazioni sonore. In ogni caso è una ME-RA-VI-GLIA.

Comunque..

Dietro c’è questo “Arca”, un giovanissimo produttore venezuelano desiderato in primis da Kanye West per le sue sonorità “industrial”, anche se il termine “industrial” non esprime assolutamente il suo stile che vi assicuro essere “‘na spanna sopra”. Eh si, mi spiace ma questo è veramente un genio. Come risultato infatti l’album è esploso a livello mondiale in un nanosecondo.

Questo è veramente un bell’ acquisto. Tra l’altro credo, più o meno, per tutte le orecchie. E’ un Pop d’avanguardia. I cretini, ma proprio quelli cretini non apprezzeranno, ma la gente mediamente normale non potrà fare a meno di notarne l’elegante fattura.

Ok stop. Ho bisogno di un secondo per depressurizzare. Vino, Bose a manetta, candele e parole a valanga durante un’ ascolto di questo tipo ti portano in uno stato mentale..direi non freschissimo.

Mi faccio i tortellini per riprendermi ma continuo. Voglio finire la bottiglia, sono preso bene. Metto su l’acqua.

Nel mentre ho appena visto il video del nostro ormai “non più misterioso” “Arca”. Il video si chiama “Thievery“..

 

Devo dire che effettivamente le mie orecchie fanno “sì” col capo e ne confermano lo stile, il timbro, la malattia oscura e il quasi sicuro disagio radicato in lui che però ora vomita arte con la stessa facilità con cui alzo il mio gomito ormai doppio alla vista.

Si è lui ed è veramente interessante.

Guardatevi anche TRAUMA feat. Jesse Kanda..

 

Che dire, tutto torna. Abbiamo capitò chi c’è dietro la ciliegina sulla torta a forma di ramoscelli (ramoscelli in inglese è “Twigs”………..di FKA Twigs……….volevo finire in finezza). Ce l’ho fatta?

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